sabato 16 dicembre 2017

Video: #Sicilia, deputato Udc mostra la scheda a #Micciché: annullato il terzo voto per il presidente dell’Ars




Notizia Pubblicata da: ilFattoquotidiano.it








Ha mostrato la scheda a Gianfranco Micciché prima di metterla nell’urna, come se fosse una testimonianza della sua fedeltà, ed è scoppiato il caos. Così il terzo voto per l’elezione del presidente dell’Assemblea regionale siciliana è stato annullato. Il protagonista del gesto è il deputato dell’Udc, Giovanni Bulla, duramente contestato dal Pd.

 

 

Alcuni deputati dem si sono accorti del gesto – il voto dovrebbe essere segreto – e si sono subito avvicinati ai banchi del governo guidato da Nello Musumeci per protestare, chiedendo di considerare valido il voto e quindi annullare la scheda. Il presidente di turno, Alfio Papale, ha cercato di mantenere la calma in aula, dicendo che avrebbe rifatto votare il deputato. Ma il Pd ha continuato a protestare. A quel punto Papale ha sospeso la seduta, riunendo l’ufficio di presidenza, che ha deciso all’unanimità di invalidare l’intera tornata di voto.

 

Papale, presidente perché più anziano, ha letto in aula l’articolo 133 del regolamento parlamentare secondo cui quando si verifichino irregolarità il presidente può annullare la votazione e disporre che si ripeta. Venerdì Micciché non è stato eletto nelle prime due tornate, nella seconda per un solo voto.

Notizia del Giorno La Corte dei Conti blocca la TAV Brescia Verona




di Francesca Businarolo e Ferdinando Alberti






Sulla Tav la Corte dei Conti si è accorta di quanto il MoVimento 5 Stelle, i comitati NO TAV ed i cittadini che si oppongono all'opera denunciavano da tempo: in un contesto generale di assoluta mancanza di trasparenza, non ci sono nemmeno i documenti per consentire l’avvio dei cantieri. 


Per questo motivo ha imposto lo stop alla tratta Brescia - Verona, una delle più delicate sotto il profilo paesaggistico, che rischia di deturpare la zona del basso lago di Garda e delle colline moreniche e che causerà grossi danni a chi vive di agricoltura (è zona di DOP come il Lugana) e di turismo. Martedì la Corte dei Conti, anziché dare l’atteso via libera, ha rimandato il tutto al mittente, ossia il ministero dell’Economia. Il motivo è proprio l’incompletezza documentale.

Si tratta di un atto importante che da ragione al MoVimento 5 Stelle, ai NO TAV e ai cittadini delle province di Brescia e di Verona insieme ai quali abbiamo recentemente presentato un esposto in cui segnalavamo anche queste carenze documentali. Ecco qualche esempio: la mancanza di una valutazione costi – benefici, l’assenza di un adeguamento alle norme antisismiche per quanto riguarda i viadotti, nonché di un percorso alternativo per evitare il passaggio nell’area urbana di Brescia. E ancora, la mancata ottemperanza delle decine di prescrizioni imposte dal CIPE al progetto preliminare a cui il Ministero dell'Ambiente, altro grande responsabile in questa faccenda, ha risposto con imbarazzanti e inaccettabili "si vedrà" (solo 27 prescrizioni su 107 trovano l’ok definitivo). Oppure la mancanza totale della Valutazione Ambientale Strategica sull’opera come stabilisce il Decreto legislativo 152/2006 (allegato II).

Ora c’è chi, dalla maggioranza di governo, tenta di buttare acqua sul fuoco, sostenendo che è solo un intoppo. Ma quest’intoppo è l’indicatore di un’opera che rimane insostenibile: il costo della Brescia - Verona ammonta a 2,5 miliardi di euro con rapporto tra costi e benefici altamente al di sotto degli standard europei. Intanto gli espropri e gli accessi ai terreni non devono iniziare.

Appare evidente come la strategia sia quella di bypassare il normale iter e di approvare tutto in fretta in furia. Spetta a chi ha l’onere del controllo impedirlo e spetta al governo rivalutare l’intero progetto optando per soluzioni alternative e meno impattanti per il territorio.



News: Dopo lo scontro Vegas-Boschi Banche, Matteo Renzi: "Siamo all'apice del merdaio"

 

 Notizia Pubblicata da: Liberoquotidiano.it

 

 

 

 

Per essere uno che negli ultimi tempi ne ha azzeccate poche, due mesi fa Matteo Renzi era stato un veggente quando due mesi fa aveva descritto la campagna elettorale come un lungo elenco di morti e feriti, sopratutto nel Pd. "Se questi pensano di crocifiggermi sulle banche in campagna elettorale, si sbagliano di grosso: diventerò io il grande accusatore". Come ricorda il quotidiano Il Giornale, la settimana scorsa lo stesso segretario del Pd aveva rincarato la dose: "La situazione è scabrosa, ma il problema è di chi ha voluto riconfermare Visco come governatore di Bankitalia". Ieri lo scontro, clamoroso, tra Vegas e la Boschi su Banca Etruria, dopo il quale lo stesso Renzi avrebbe chiaramente definito la situazione coi toni un po' coloriti del toscano: "Si è raggiunto l'apice del merdaio". Chissà se è davvero così...

News; Ars Sicilia, fumata nera per Miccichè. M5s: "Ora un altro nome"



 Fonte http://www.tgcom24.mediaset.it




Seconda fumata nera all'Ars, l'Assemblea regionale siciliana. Anche la seconda votazione per l'elezione del presidente è andata a vuoto: Gianfranco Miccichè (FI) non ce l'ha fatta per un solo voto. Il deputato M5s, Giancarlo Cancelleri, ha quindi annunciato che il suo movimento è "disponibile a votare un esponente del centrodestra ma non Miccichè perché non ha i requisiti". "Ora faremo la nostra proposta sul nome", ha spiegato lo stesso Cancelleri.

 

 "Black friday del centrodestra" - "E' stato il black friday della maggioranza, che non mi sembra così compatta. Anche nel centrosinistra abbiamo registrato due franchi tiratori, o fanghi tiratori come ho sentito che li definivano in aula", ha affermato ancora Cancelleri.

Alla prima votazione, Miccichè aveva ottenuto 33 voti. Per essere eletto nella seconda, avrebbe dovuto ottenerne 36: da quest'anno i deputati regionali siciliani sono infatti 70 e non più 90. Dopo le due fumate nere della prima e della seconda tornata, la seduta parlamentare per l'elezione è stata rinviata alle 11 di sabato.

Nella terza sessione a Palazzo dei Normanni servirà la maggioranza assoluta dei presenti: se nessuno dovesse raggiungerla, si procederà al ballottaggio tra i due deputati più votati e sarà eletto chi otterrà la maggioranza delle preferenze.

Musumeci: "La maggioranza ha fatto il suo dovere" - "La maggioranza ha fatto il proprio dovere", ha commentato il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci. "Adesso spero si arrivi presto alla elezione del presidente", ha aggiunto.

 

 

 

 

Video: Boschi, sempre peggio. Consoli: "Presente all'incontro Etruria-Veneto Banca". E parla delle telefonate col padre





Fonte ilFattoquotidiano.it





 

 

L’incontro a casa Boschi tra i vertici di Etruria e Veneto Banca ci fu. E tra i presenti c’era anche Maria Elena Boschi, in quel momento ministra delle Riforme del governo di Matteo Renzi. A confermare lo scoop del Fatto Quotidiano davanti alla commissione parlamentare sul sistema bancario è uno dei protagonisti di quel summit: Vincenzo Consoli, ex amministratore delegato di Veneto Banca (leggi l’articolo). “Il ministro Maria Elena Boschi partecipò a un incontrò con i vertici di Banca Etruria e di Veneto Banca nella casa di famiglia ad Arezzo nella Pasqua del 2014, per un quarto d’ora, nel quale non proferì parola, dopo di che si alzò e andò via”, afferma Consoli, accusato di aver ostacolato la Vigilanza. Ma c’è solo l’incontro del 2014. A legare Consoli alla famiglia di Laterina ci sono anche alcune telefonate più recenti: risalgono al 3 febbraio 2015, subito dopo il decreto legge varato dal governo Renzi per la trasformazione delle banche popolari in Spa, Etruria compresa; e una settimana prima del commissariamento della banca di Arezzo. Boschi era già vicepresidente dell’istituto di credito e cercava un salvatore. Per questo si rivolge a Consoli, impegnato a sua volta nel tentativo di alleggerire l’attenzione di Bankitalia su Veneto Banca e in cerca di sostegni politici a Palazzo Chigi. E Boschi lo rassicura. Con queste parole: “Domani in serata se ne parla, io ne parlo con mia figlia, col presidente domani e ci si sente in serata”. Il presidente ovviamente è Matteo Renzi. Del resto, l’aveva annunciato in una telefonata precedente avuta con Vincenzo Umbrella, direttore della sede fiorentina di Bankitalia. Dice Consoli: “Io chiamo Pier Luigi e vedo se mi fa, mi fissa un incontro, anziché con la figlia, direttamente col premier”

 

 

 

venerdì 15 dicembre 2017

Video: #M5s verso l'insediamento all'Ars: la sfilata per le vie di Palermo con i cittadini








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Scoppia la Bomba " Etruria: "Visco, Ghizzoni e Consoli confermeranno".Boschi verso le dimissioni? "


Notizia Pubblicata da: Affaritaliani.it

 

 

 

Banca Etruria, Boschi: Per tutelare la stabilità del governo c'è chi auspica le dimissioni della sottosegretaria già nella giornata di oggi

 

 

Banca Etruria: "Visco, Ghizzoni e Consoli confermeranno". Boschi, dimissioni in arrivo?

 

Sono ore frenetiche per Maria Elena Boschi: la situazione nelle ultime ore si sta complicando terribilmente al di là delle difese di prammatica dei peones Pd mentre non è passato inosservato l'assordante silenzio di Matteo Renzi per tutta la giornata di ieri sulla vicenda, salvo parlarne in tardissima serata in tv ad una trasmissione già programmata da tempo.

D'ora in poi sarà un calvario perchè "Visco, Ghizzoni e Consoli non potranno far altro che confermare quanto detto oggi (ieri, ndr) da Vegas" racconta una fonte parlamentare di altissimo livello ad Affari Italiani. A quel punto se la sottosegretaria non si dimettesse quanto prima verrebbe messa a repentaglio la stessa stabilità del governo tanto cara al Presidente Mattarella. Per questo, riferiscono le stesse fonti, c'è chi auspica le dimissioni della sottosegretaria già nella giornata di oggi.

 

Perché è vero che un sempre più imbarazzato Gentiloni lascia trapelare 'fiducia' nei confronti della sottosegretaria e dice che per lui la Boschi ha 'chiarito' ma appare sempre più chiaro che è per il paese e per gli italiani che la Boschi non ha chiarito affatto.

 

 

Quindi il problema è cosa fare, a questo punto, per garantire un ordinato proseguo di legislatura ed evitare che le vicende bancarie odierne arrivino a minare la stabilità dell'intero governo in carica. Ed anche per evitare che l'imminente campagna elettorale del Pd venga 'minata' alla base dalle stesse vicende: autorevoli sondaggisti parlano di una possibile perdita secca di un milione di voti per il partito di Matteo Renzi, ovvero due punti percentuali.