Reddito di Cittadinanza - Luigi di Maio

sabato 20 gennaio 2018

Ascolti Tv M5S Asfalta Tutti, La Raggi Asfalta Persino Berlusconi con uno Share Tv 4.3% - Qui Trovi i dati

 

 

 Fonte: Affaritaliani.it

 

Gli ascolti Tv e l'Auditel di giovedì 18 gennaio vedono la vittoria di Rai1 con la fiction Don Matteo 11 che ha conquistato 6.906.000 spettatori pari al 28.7% di share (in calo rispetto alla scorsa settimana).

Su Canale 5 doppiato Cado dalle Nubi con Checco Zalone in replica che ha raccolto davanti al video 3.347.000 spettatori pari al 14.7% di share.

Su Rai2 Le Spose di Costantino fa flop con 912.000 spettatori pari al 3.5% di share, in calo rispetto a giovedì scorso. Mentre Su Italia 1 Thor ha registrato 1.566.000 spettatori (6.3%).

Sfida tutta politica tra Michele Santoro, Corrado Formigli e Paolo del Debbio. Il primo su Rai3 con M e Virginia raggi si ferma a 997.000 spettatori pari ad uno share del 4.3%, in calo rispetto a giovedì scorso. Su Rete4 invece Quinta Colonna con Silvio Berlusconi cala a 752.000 spettatori con il 3.8% di share. Su La7 Piazza Pulita sale a 980.000 spettatori con uno share del 5.1% grazie a Gianluigi Paragone, Pietro Grasso e Matteo Richetti

 

 

Elezioni 2018: Casini Vince o Perde si Prenderà un #Vitalizio di 9300 Euri



Notizia Pubblicata da: LaNotiziaGiornale.it







L’imbarazzo è palpabile, sia sul territorio sia tra i parlamentari uscenti. Come il senatore e presidente onorario di Arcigay, il bolognese Sergio Lo Giudice, che visibilmente contrariato interrogato sull’argomento ha ammesso: “Avrei preferito che ci fosse un altro candidato, più consono alla storia del Centrosinistra bolognese”. Un altro candidato al posto di Pier Ferdinando Casini, vuole dire Lo Giudice. Che il Partito democratico, nonostante il “no a Casini” scritto chiaro e tondo nel 2012 sui manifesti dell’allora aspirante segretario Matteo Renzi, ha scelto di candidare in quota Civica Popolare nel collegio uninominale del Senato a Bologna.

 

Il presidente della Commissione d’inchiesta sulle Banche dovrà vedersela con due pezzi da novanta di Liberi e Uguali come Vasco Errani e Pier Luigi Bersani. Non è detto quindi che stavolta “Pierferdy” riesca a spuntarla. Vedremo. Quel che è certo è che, se dovesse andargli male, avrà di che consolarsi, ritrovandosi ad essere il parlamentare uscente col vitalizio più alto di tutti: 9.300 euro lordi al mese, meglio pure di Anna Finocchiaro. Casini infatti è entrato in Parlamento con la Dc nel 1983, anno in cui Margaret Thatcher veniva rieletta per un secondo mandato nel Regno Unito e il tennista svedese Björn Borg decideva di appendere la racchetta al chiodo. E da allora non ne è più uscito, spostandosi abilmente in direzione del vento. “La politica dei due forni”, come la definì una volta il suo vecchio amico Silvio Berlusconi. Recentemente, però, l’ex presidente della Camera e della commissione Esteri del Senato, dove ha messo piede per la prima volta nel 2013 dopo trent’anni a Montecitorio, è rimasto folgorato sulla via del Nazareno (e del renzismo), tanto da guadagnarsi appunto la guida della commissione Banche. Un’esperienza non proprio fortunatissima per Renzi e i suoi, a cominciare da Maria Elena Boschi, visto come sono andate le audizioni dei vari Vegas e Ghizzoni. Ma chi se ne importa. “Ricordati degli amici”, diceva Corrado Guzzanti in una magistrale parodia di Francesco Rutelli. E “Matteo” s’è ricordato.

Tw: @GiorgioVelardi

Video: M5S Presenta Disegno di legge "Interventi a sostegno dei giovani professionisti"


 

 

 

Quanti laureati conoscete (magari lo siete voi stessi) che dopo anni di studio e sacrifici si ritrovano a dover svolgere un praticantato senza alcun sostegno? A queste condizioni è inutile stupirsi se l'accesso al mondo delle professioni è un traguardo sempre più difficile.
Per questo motivo, in collaborazione con alcune associazioni di giovani professionisti, ho presentato un disegno di legge che cerca di correggere questa anomalia: fino a 500 euro, come rimborso spese, per ogni praticante che affronta questo periodo di formazione obbligatoria.
Una proposta semplice per aiutare concretamente i giovani siciliani!

 

 

 

News: Elezioni 2018, il voto degli italiani all’estero? Ancora a rischio brogli




Notizia Pubblicata da: IlFattoquotidiano.it



Ed eccoci alla fine di un’altra legislatura, con le prossime elezioni politiche annunciate per il 4 marzo 2018, una nuova (?) legge elettorale che cambia tutto per non cambiare nulla, ma soprattutto il voto degli italiani all’estero che, nonostante proclami e promesse, rimane con le stesse identiche procedure delle elezioni passate.

Il voto degli italiani all’estero nelle ultime tornate elettorali è quasi sempre stato decisivo per la proclamazione del vincitore e l’assegnazione del premio di maggioranza, e forse anche per questo nessuno ha mai osato riformarne l’organizzazione. Per riassumere: plichi inviati a casa degli iscritti all’Anagrafe italiani residenti all’estero (Aire) con posta ordinaria, senza nessun timbro sulla scheda (pratica che in altri paesi l’Osce ha reputato contestabile), da rispedire al consolato sempre con posta ordinaria.

A ogni appuntamento elettorale sono innumerevoli le denunce che arrivano dagli italiani all’estero che o non hanno ricevuto il loro plico, o ne ricevono più di uno, o non risultano iscritti all’Aire nonostante abbiano espletato le pratiche per spostare all’estero la propria residenza o ancora lamentano il non prelievo delle schede votate abbandonate davanti alla sedi dei consolati per giorni. Poi vengono quelle più gravi, con tanto di video amatoriali diffusi su Youtube, che mostrano patronati intenti a dare indicazioni di voto per candidati amici, veri e propri mucchi di schede elettorali raccolte in un unico luogo e compilate tutti insieme (il video è di un utente, ma la stessa denuncia fu poi riportata da Repubblica) a favore di uno o più candidati (per il voto degli italiani all’estero le preferenze non sono mai state abolite).




E’ così che qualche mese fa è venuto alla luce l’ennesimo scandalo, denunciato dal Le Iene e riguardante il deputato Mario Caruso (con Monti per l’Italia) eletto nella circoscrizione Europa nelle liste di Scelta Civica. Secondo le accuse avrebbe acquistato i plichi elettorali da residenti all’estero, per il tramite di un collaboratore “cacciatore di voti”. Si parla anche del coinvolgimento dei postini, incaricati di distribuire questi plichi che invece venivano dirottati in altre mani.

Ma non finisce qui e non c’è bisogno di arrivare all’acquisto di plichi per assicurarsi un posto in Parlamento in una circoscrizione all’estero. C’è anche il “metodo Tacconi” dal nome dell’inventore, deputato eletto nella circoscrizione Europa.

Come fare? Un gioco da ragazzi, persino il M5S lo segnala! Basta entrare nella lista dei candidati alla Camera, ad esempio in Europa, dopodiché recuperare la lista degli iscritti Aire nella propria circoscrizione e inviare a tutti loro una bella lettera, con tanto di busta col faccione di Beppe Grillo e il logo del M5S invitando a votare per sé e un altro candidato sodale, portando l’ignaro elettore a credere di essere gli unici candidati del M5S in quella circoscrizione (Europa – America meridionale – America settentrionale e centrale – Africa, Asia, Oceania e Antartide). Il “piccolo” investimento in francobolli (tra l’altro soggetto a sconto per invii elettorali) verrà ripagato dall’elezione praticamente matematica e da un lauto stipendio da migliaia di euro al mese di cui la metà esentasse.

Come si può ritenere pulito e a prova di brogli un voto così facilmente esposto a pratiche del genere, che va a decidere le sorti della maggioranza parlamentare di un intero paese per l’intera durata della legislatura?

Come è possibile che la Procura di Roma (competente per quanto accade all’estero) non vada oltre timidi annunci di indagini (e solo nei casi più eclatanti) per poi far finire tutto in un nulla di fatto, senza che nessun responsabile venga mai tradotto davanti alla giustizia?

 

 

Video: Giancarlo Cancelleri Sbugiarda la Fake News di Repubblica







 Video: Giancarlo Cancelleri Sbugiarda la Fake News di Repubblica " Video " Max Condivisione

 

 

 

 

 

venerdì 19 gennaio 2018

Quello che i media e Tv Non Vi Dicono sul Trio!!




Notizia Pubblicata da: http://www.dagospia.com








Berlusconi e Salvini alle Grandi manovre. Il felpato Matteo sa di stare sulle palle a mezza Lega, ma nessuno per il momento dice una parola: almeno fino alla presentazione delle liste. Con il suo atteggiamento spocchioso ed arrogante è odiato financo dai fedelissimi; pronti a suonare il “liberi tutti” dopo il 4 marzo.

 

 

E dal 5 tornerà a giocare Bobo Maroni. Non è un mistero per nessuno che il governatore lombardo potrà avere un ruolo qualora Salvini decidesse di alzare la testa ed incaponirsi a bocciare ogni possibile governo di larghe intese. Se unisci le antipatie verso il segretario della Lega all'interno del partito e le lusinghe che arriveranno da Maroni ottieni lo svuotamento della compagine lombarda, in direzione Berlusconi. E Giorgetti è tra i primi sospettati.

 

 

Insieme a questo lavoro di intelligence, il Cav ha dato ordini chiari a Renato Brunetta: stai quieto. A commento avrebbe detto: “ogni volta che parla ci fa perdere voti”. Lo metterà in lista, ovviamente. Ma gli faranno compagnia “new entry” di peso. Ancora tiene coperte le sue carte, ma assicura che ci saranno “grosse sorprese” ad affiancare Forza Gnocca. Compagine nella compagine, fatta da eleganti signore come la Savino, Prestigiacomo, Carfagna.

 

 

Silvio è convinto che, alla fine, sarà costretto a fare le larghe intese con Renzi. Ma le vuole fare da posizioni di forza. E’ convinto che il centopiedi del centrodestra riuscirà a conquistare addirittura il 52/56%. Ma se anche fosse vuole fare ugualmente le larghe intese: il rischio Lega l’ha già vissuto nel 1994; all’epoca c’erano le scatole di sardine di Bossi. Con Salvini meglio indossare mutande di latta.

 

 

Al punto che Gianni Letta sta preparando due liste di potenziali ministri: una in caso di vittoria schiacciante, una in caso di grosse koalition…

 

 

Il Cav, poi, non avrebbe ancora deciso se candidare o meno Isabella Votino, la favorita di Maroni. Di certo non candiderà Antonio Angelucci, recordman di assenze in Parlamento. E lui cosa fa? Sta bussando alla porta di Giorgia Meloni tentando di captare i buoni uffici di Guido Crosetto. Angelucci sa che il Gigante Buono è l’unica persona di cui si fidi Giorgia.


Carta canta "Il vertice a palazzo Chigi tra #Gentiloni e #Musumeci sui rifiuti si è risolto con un nulla di fatto!

 

 

 Notizia Pubblicata da: http://livesicilia.it




 

 

PALERMO - Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha incontrato a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni per illustrare le due emergenze - rifiuti e approvvigionamento idrico nell'Isola. Che, "fin dal primo giorno del suo insediamento, hanno avuto una priorità assoluta, a causa dei ritardi infrastrutturali ereditati dai precedenti esecutivi", ha detto Musumeci e ha manifestato a Gentiloni "la preoccupazione, soprattutto per la discarica di Bellolampo che tra alcuni mesi risulterà completamente satura, aggravando ancora di più la già precaria situazione dei comuni siciliani e in particolare di quelli nel Palermitano". Il premier si è riservato di approfondire "la questione con gli uffici competenti di Palazzo Chigi e del ministero dell'Ambiente, dando la sua disponibilità per individuare le soluzioni urgenti necessarie e prevedendo un aggiornamento a breve", ha affermato Musumeci.


Indispensabile, a detta del governatore, un intervento immediato, come ha sottolineato Musumeci, per Bellolampo e altre discariche quasi "off limits" nell'Isola, ma contemporaneamente bisognerà approntare un piano a breve-medio termine. A tal proposito, il presidente della Regione ha esposto il programma del suo governo, in tema di rifiuti, che parta dalla costruzione di centri di compostaggio e da una politica che punti all'incremento della raccolta differenziata. Piano, che però, per quanto i tempi vengano contingentati, necessita di almeno due, tre anni. Per rispettare la tabella di marcia, bisognerà lavorare su più fronti, con un notevole impegno, per recuperare il tempo perduto. Da qui la richiesta avanzata al premier della concessione di poteri straordinari in tutta l'Isola, per l'emergenza rifiuti, e limitatamente alla provincia di Palermo per la carenza idrica.


M5s: "Pagheranno solo i cittadini con l'aumento delle tasse"


"Il vertice a palazzo Chigi tra Gentiloni e Musumeci sui rifiuti si è risolto con un nulla di fatto: tutto rinviato a data da destinarsi", attaccano i componenti grillini della commissione Ambiente e territorio dell’Ars Giampiero Trizzino, Valentina Palmeri, Nuccio Di Paola e Stefania Campo. "L’unica certezza - proseguono - è che il neo eletto governatore ha illustrato al presidente del Consiglio una situazione che il M5S denuncia da tempo in materia di rifiuti e cioè assenza di impianti per la differenziata e di compostaggio e discariche al collasso". “Registriamo che come i suoi predecessori da Cuffaro a Lombardo passando per Crocetta, anche Musumeci ha deciso di giocare la carta della dichiarazione dello stato di emergenza per fronteggiare una situazione insostenibile che si trascina da anni - dice il deputato regionale Gianpiero Trizzino. - Ci chiediamo se Musumeci è certo che, a un mese dalle elezioni politiche, Gentiloni concederà poteri speciali insieme alla copertura economica necessaria a mettere in campo gli interventi tampone, che il presidente intende avviare ad esempio a Bellolampo, pur essendo consapevole che ampliare la sesta vasca servirà a fronteggiare la situazione solo per 3 mesi".


"Invitiamo Musumeci – osserva il parlamentare – a spiegarci come può pretendere un impegno dalle città metropolitane di Palermo, Catania e Messina per potenziare la differenziata, se la Regione non fornisce loro gli impianti per conferire le frazioni differenziate. Il Governo regionale la smetta di scaricare responsabilità della Regione sui comuni dell'Isola e proceda alla nomina del nuovo assessore". “Siamo preoccupati e temiamo che a pagare siano solo i cittadini con l’aumento della tassa sui rifiuti – conclude – perché la diretta conseguenza della concessione di poteri speciali si traduce con un aumento della spesa di gestione dei costi per conferire i rifiuti”.


Il Pd: "Musumeci non faccia altre dichiarazioni di facciata"


"Ancora una volta il presidente del Consiglio Gentiloni sta dimostrando grande attenzione per la Sicilia, ma è indispensabile che il presidente Musumeci si assuma le proprie responsabilità e non tenti di riversare sul governo nazionale i problemi legati all'emergenza rifiuti ed all'emergenza idrica nell'isola”, dice Giuseppe Lupo, presidente del gruppo Pd all'Assemblea regionale siciliana. "La Sicilia deve poter contare su una adeguata qualità dell’ambiente – aggiunge Lupo – anche per ridurre i fattori di rischio per la salute dei cittadini. Fino ad ora dal presidente Musumeci ci sono stati molti annunci e molti tentativi di scaricare le responsabilità su ‘altri’. Martedì all'Ars si discuterà la mozione presentata dal Pd sul tema dei rifiuti, insieme a quelle degli altri gruppi parlamentari: ci aspettiamo che in quell'occasione il governo regionale non si limiti ad altre dichiarazioni di facciata ma esponga in maniera dettagliata le misure che intende adottare".